Una breve intervista ad Elisa Pratiffi, coordinatrice delle professioni sanitarie, presso il Laboratorio di Screening Neonatale, genomica funzionale e malattie rare, dell’Ospedale Buzzi di Milano
Elisa ha una formazione come tecnico di laboratorio, che negli ultimi anni si è arricchita con la laurea specialistica e un master. Ha iniziato a lavorare come tecnico in questo laboratorio, molti anni fa e ora ne è diventata coordinatrice. Da qui ne deriva un’esperienza profonda, fatta quindi di competenze tecniche e di una conoscenza delle persone fondamentale. A seguire la sua esperienza.
“Qual è l’aspetto del tuo ruolo che senti più legato alla qualità del lavoro in laboratorio?”
Credo che il ruolo del coordinatore sia composto da molteplici sfaccettature e spesso tenere le fila di tutto è molto più complesso di quanto si creda. La caratteristica fondamentale che garantisce l’efficienza e la qualità del lavoro in un laboratorio è strettamente legata alla visione d’insieme senza perdere di vista le priorità. Sembra dicotomico come discorso, ma in realtà la buona riuscita del lavoro globale è proprio questa: essere in grado di non perdersi esclusivamente nelle cosiddette urgenze, ma mantenere una visione d’insieme. Per raggiungere questo risultato è fondamentale il lavoro di squadra: se il gruppo non funziona, non si va da nessuna parte e ci si perde.
“Quali segnali osservi per capire se il team sta funzionando bene, sia sul piano tecnico che collaborativo?”
Sarebbe troppo facile rispondere che se il gruppo funziona, lo capisci dall’armonia che si crea. In realtà, a mio avviso, il gruppo funziona se si è così maturi da scontrarsi e discutere raggiungendo il compromesso: una sana discussione fa maturare il gruppo e riporta un nuovo equilibrio. Al lavoro si trascorre gran parte del proprio tempo e stare bene è fondamentale, ma è molto complesso. È un lavoro di conoscenza profonda e di squadra.
“Cosa ti aiuta a comprendere la realtà quotidiana dei tecnici in laboratorio?”
Vivendo in mezzo a loro, non restando chiusa in un ufficio calando decisioni dall’alto. Solo vivendo con loro e non dimenticando, che anche io sono stata tecnico di laboratorio come loro.
“Quali condizioni ritieni essenziali per sostenere il lavoro dei tecnici e garantire un clima stabile nel team?”
La presenza costante del coordinatore sul campo: una presenza non controllante, ma di supporto. E infine, anche motivare sempre le decisioni e le scelte che il coordinatore fa.
“Quali piccoli cambiamenti, secondo te, migliorano davvero la vita del team in laboratorio?”
Avere sempre tempo da dedicare al proprio team, l’umanità e un ascolto attento.
“Come vedi il rapporto tra benessere del team e qualità/affidabilità dei risultati di laboratorio?”
Credo che il benessere del team sia strettamente correlato all’affidabilità e alla qualità del lavoro.