Tra tecnologia e persone: il ruolo ponte nei percorsi PoCT

Intervista a Veronica Mazzola, tecnico di laboratorio biomedico, con un master di primo livello nel management delle strumentazioni PoCT, e una laurea magistrale in scienze tecniche diagnostiche.
Dalla fine del 2019 si occupa di tutte le strumentazioni PoCT dell’azienda e dal 2023 ha un incarico professionale per la gestione di questi strumenti, che servono a produrre risultati di laboratorio fuori dal laboratorio.

Qual è l’aspetto del tuo ruolo che senti più determinante per garantire qualità, sicurezza e continuità nei percorsi POCT?

L’aspetto più determinante del mio ruolo è la capacità di creare connessione tra tecnologia, organizzazione e persone. I PoCT sono strumenti potenti, ma la loro efficacia dipende da quanto vengono integrati in modo appropriato nei percorsi clinico-assistenziali. Garantire qualità e sicurezza significa soprattutto lavorare su standardizzazione, formazione continua e monitoraggio, affinché ogni operatore utilizzi la tecnologia in modo corretto e consapevole. La continuità, invece, si costruisce rendendo questi processi stabili e replicabili, anche nei contesti ad alta variabilità come il pronto soccorso.



Quando osservi il lavoro del team, quali indicatori — tecnici, relazionali o organizzativi — ti aiutano a capire se il servizio sta funzionando in modo armonico?

Osservo sia indicatori tecnici, come l’aderenza ai controlli di qualità e la riduzione degli errori pre-analitici, sia indicatori organizzativi, come i tempi di risposta e l’integrazione dei risultati nei percorsi decisionali clinici. Tuttavia, ritengo fondamentali anche gli aspetti relazionali: la collaborazione tra professionisti, la chiarezza nella comunicazione e la capacità di gestire criticità senza conflitto sono segnali molto affidabili di un sistema che funziona in modo armonico.



Quali strumenti o momenti ti permettono di cogliere davvero la realtà quotidiana degli operatori e dei tecnici coinvolti nei POCT?
I momenti più significativi sono quelli informali sul campo: l’osservazione diretta, l’affiancamento durante l’attività e il confronto spontaneo con gli operatori. A questi si affiancano strumenti più strutturati, come audit, momenti formativi e feedback periodici. È proprio dall’integrazione tra ascolto diretto e analisi strutturata che emerge una comprensione autentica delle criticità e dei bisogni reali.

Quali condizioni ritieni indispensabili per sostenere il lavoro del personale e mantenere un clima stabile, soprattutto nei momenti di pressione o cambiamento?

Sono fondamentali chiarezza organizzativa, accesso alla formazione e supporto costante. Le persone lavorano meglio quando sanno cosa è richiesto loro, quando si sentono competenti e quando percepiscono di non essere lasciate sole nelle difficoltà. Nei momenti di pressione o cambiamento, diventa cruciale anche la comunicazione: condividere obiettivi, motivazioni e benefici aiuta a ridurre resistenze e a mantenere un clima di fiducia.



Quali piccoli cambiamenti organizzativi, secondo te, hanno un impatto reale sulla qualità del lavoro e sulla serenità del team?

Anche i piccoli interventi possono avere un grande impatto: ad esempio, la standardizzazione delle procedure, la semplificazione dei flussi operativi o la disponibilità immediata di strumenti e materiali. Un altro elemento importante è la chiarezza dei ruoli e delle responsabilità. Quando i processi sono chiari e accessibili, si riduce lo stress operativo e aumenta la qualità complessiva del lavoro.



Come descriveresti il legame tra benessere del personale, qualità dei processi PoCT e affidabilità dei risultati clinici?

Esiste un legame diretto e bidirezionale. Il benessere del personale favorisce attenzione, precisione e adesione alle procedure, elementi essenziali per garantire qualità nei processi PoCT. A loro volta, processi ben strutturati e supportati riducono il carico cognitivo e lo stress, migliorando il clima lavorativo. Da questo equilibrio deriva l’affidabilità del dato clinico, che è l’obiettivo finale: un risultato corretto, disponibile nei tempi giusti e realmente utile per le decisioni cliniche.

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