Introduzione
Il counseling corporeo è il percorso di counseling dove oltre alla conversazione, viene messo al centro il corpo, con le sue sensazioni, sintomi e più in generale i suoi messaggi, che non sempre sono immediatamente comprensibili. Le esperienze che ciascuno vive passano attraverso il corpo e quindi quando si affrontano dei momenti di crisi o semplicemente dei disagi è fondamentale aprire un dialogo con il proprio corpo, che è dotato di una saggezza profonda, anche se non facilmente accessibile.
Piccolo indice dei contenuti

Breve storia della considerazione del corpo
La considerazione del corpo nel corso dei millenni è cambiata e, ad un certo punto, con Cartesio esso è stato ridotto ad essere visto come una macchina, almeno nel mondo Occidentale. Solo più tardi, ci si è resi conto che esso è insostituibile e oggi alcune discipline come la PsicoNeuroEndocrinoImmunologia (PNEI) hanno dimostrato, anche da un punto di vista scientifico la sua importanza e come esso plasmi l’esperienza umana.

Puoi cliccare qui, per andare all’articolo di approfondimento su come si è evoluta la considerazione del corpo nella storia.
Il corpo al centro
Nella nostra esperienza quotidiana sperimentiamo il mondo attraverso i nostri sensi, che sono qualcosa di fisico. Nello stesso tempo la nostra esperienza è influenzata dai nostri sensi e quindi il nostro modo di pensare, il modo di vedere qualcosa, le nostre opinioni sono inevitabilmente collegate al corpo stesso.
Dare importanza a questa “percezione” e all’esperienza soggettiva, che è definita come fenomenologia è il punto di partenza necessario per comprendere anche il linguaggio del corpo, che spesso si percepisce come oscuro.

La disconnessione mente-corpo-emozioni
Dall’osservazione degli animali, si può notare come essi siano in costante attenzione del proprio corpo, in quanto riescono a adottare dei comportamenti adatti alla situazione che stanno vivendo in quel momento: quando un cane ha paura si alza, si scrolla, cammina, in modo da “scaricare” l’emozione di paura che sta vivendo.
L’essere umano, a causa di fattori culturali come l’educazione, la produttività o di altri elementi personali ha perso in parte questa capacità di attenzione e ascolto del corpo.
Come conseguenza di questa situazione, si può arrivare ad avere poca confidenza col proprio corpo e le relative sensazioni, dando origine facilmente ad emozioni molto intense che possono travolgere letteralmente chi le percepisce: è il caso dell’ansia in seguito alla comparsa di sintomi anche lievi, difficoltà nella gestione di emozioni, comportamenti poco adatti alle situazioni, difficoltà nella comprensione dei comportamenti altrui, difficoltà a prendere decisioni importanti, comportamenti non salutari.
L’osservazione dei bambini piccoli, ci permette di comprendere l’intelligenza innata del corpo, al di là delle conoscenze teoriche: è facile vedere i bambini nel passeggino che alzano i piedi appoggiandoli alla sbarretta anteriore, con lo scopo inconscio di rilassare i muscoli della schiena favoriti da quella confortevole posizione.
Un altro esempio può essere dato dalla velocità del cammino di ciascuno: abitualmente la camminata è molto personale e ognuno ha una propria velocità che è più comoda, più confortevole e agevole. Se questa velocità viene modificata, per esempio per seguire un bambino e quindi si rallenta, immediatamente il confort diminuisce. Questo a dimostrazione di come il corpo sa quello che è più adatto a lui.
Gli adulti in particolar modo non hanno questa connessione così spontanea con il corpo e le sue necessità, poiché prevalgono gli aspetti cognitivi e i bisogni per stare nella società.
La mediazione corporea
Nel counseling corporeo, rispetto al colloquio “tradizionale” l’attenzione è posta proprio al corpo e alle sue sensazioni. Proprio partendo da esso, con delle domande specifiche si cerca di dare voce proprio al corpo e si va in cerca di quali “tematiche” esso ritenga rilevanti, su cui soffermarsi maggiormente durante la seduta.

Attraverso alcune domande tipiche, si cerca di fare in modo di rendere più chiara questa sensazione e di far emergere ciò che il corpo vuol comunicare.
Gli strumenti della mediazione corporea
Gli strumenti utilizzati nella mediazione corporea possono essere veramente tanti. Ogni counselor che lavora con essi può avere diversi strumenti a disposizione. Non ce n’è uno migliore, si può dire che ciascuno sceglie quello che gli si addice maggiormente.

Attraverso questi strumenti si fa esperienza del corpo in modalità differenti rispetto a quanto si è abituati e questo apre a nuove prospettive e soluzioni. Nel mio modo di lavorare il lavaggio energetico (clicca per avere più informazioni), è uno strumento che può far emergere non detti o anche elementi sconosciuti, e quindi esso può aggiungere valore al lavoro.
Conclusione
Si è visto come il corpo abbia un ruolo fondamentale nella generazione delle emozioni, partecipando anche alla loro attribuzione di significato, da cui si capisce come l’integrazione del corpo nell’affrontare delle emozioni, che emergono durante un colloquio di counseling abbia un valore incalcolabile.
Guardando da un altro punto di vista, si può dire che la mente sia incarnata nel corpo, vale a dire che l’una non può esistere senza l’altro e viceversa, quindi il pensiero non esiste senza emozioni e sensazioni corporee.
La risposta corporea agli eventi interni ed esterni è rapida, e soprattutto non tiene conto del pensiero logico-razionale: è difficile spiegare a parole ad una persona in preda ad un’ansia importante, che non ha motivo reale di essere in ansia!
Per questo motivo, dialogare con il corpo, oltre che con le parole può aiutare ad unire i vari piani di una persona, con benefici sulla propria consapevolezza corporea, sulla propria gestione delle emozioni, sul proprio pensiero.