C’è un tratto, nelle persone altamente sensibili, che spesso non viene nominato ma che tutti riconoscono quando lo vivono: la profondità.
Profondità nel pensare, nel sentire, nel collegare ciò che accade fuori con ciò che accade dentro. Elaine Aron ha descritto questo tratto attraverso l’acronimo DOES, e la “D” — Depth of processing — è forse quella che più distingue l’esperienza quotidiana delle HSP. Non si tratta di essere “più complicati”, ma di avere un sistema nervoso che elabora gli stimoli in modo più fine e più prolungato. Studi di Bianca Acevedo mostrano che alcune aree cerebrali legate all’attenzione, alla consapevolezza e alla pianificazione rimangono attive più a lungo nelle persone sensibili.
È come se il cervello dicesse: “Aspetta, voglio capire davvero cosa sta succedendo.”
Questa profondità porta con sé molte conseguenze:
- una naturale tendenza a riflettere prima di agire
- una sensibilità alle sfumature emotive
- una creatività che nasce dall’intreccio tra emozione e intuizione
- una ricerca spontanea di significato, che spesso sfocia in forme personali di spiritualità
E porta anche una fatica: sentirsi “fuori posto” quando il mondo intorno sembra muoversi più in fretta o più in superficie.
Una giovane ragazza mi ha detto recentemente: “A volte mi annoio nelle conversazioni. Non perché siano stupide, ma perché non ci trovo profondità.”
È un’esperienza comune. E tutto questo è un bisogno delle HSP. Le persone altamente sensibili costruiscono relazioni quando possono scendere di un livello, quando possono stare dove le cose hanno peso.
Comprendere questo tratto non serve a etichettarsi, ma a riconoscere un modo di funzionare. È il primo passo per conoscersi meglio e sapere come prendersi meglio cura di sé.
La profondità non è un difetto da correggere. È una lente. E come tutte le lenti, può affaticare o illuminare, a seconda di come la si usa.
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BIBLIOGRAFIA
- Lionetti, F. et al. (2018) — Dandelions, tulips and orchids: evidence for the existence of low-sensitive, medium-sensitive and high-sensitive individuals. Translational Psychiatry.
- Acevedo, B. P. et al. (2014) — The highly sensitive brain: an fMRI study of sensory processing sensitivity and response to others’ emotions. Brain and Behavior.
- Acevedo, B. (2018) — The functional highly sensitive brain: a review of the brain circuits underlying sensory processing sensitivity and related traits. Philosophical Transactions B.