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Counseling

Siamo tutti connessi?

By 2 Gennaio 2022No Comments

La vita di ogni essere umano non è isolata, bensì è connessa strettamente a quella degli altri esseri umani e di tutto il Pianeta Terra. Ogni ambito della vita è interdipendente con ogni altro e, anch’io nella mia esperienza, sto prendendo consapevolezza di questa connessione, che da un significato profondo a tutti gli aspetti della mia vita. Ecco la mia storia in merito e alcune importanti considerazioni generali.

Recentemente ho avuto modo di approfondire il pensiero di Fritjof Capra, uno studioso che negli anni 1960/70 si occupava di fisica, in particolare della fisica quantistica e che, in seguito, è diventato attivista per l’ambiente, e non solo, sostenendo anche come il modello capitalista di crescita economica che mira alla continua crescita, non preoccupandosi di come avviene questa espansione, mina alla salute del pianeta e anche ai suoi abitanti. Egli ha dato il via a quella che chiama la visione sistemica della Vita.

Nei primi anni dello svolgimento della mia professione di fisioterapista, non avevo idea di dove la vita mi stesse portando e, soprattutto, non avevo idea di cosa fosse questa visione sistemica.

Nel 2010 ho iniziato ad avvicinarmi al tema del dolore cronico e ho scoperto il modello biopsicosociale, secondo il quale il dolore è un risultato complesso di molti fattori che si intrecciano, quali i segnali derivanti dai tessuti del corpo, la partecipazione della mente e anche di come la persona riesce a partecipare alla società, in relazione alla propria situazione di dolore.

Questi dati di cui sto parlando, sono qualcosa ormai di universalmente riconosciuto nel mondo scientifico, anche se la realizzazione concreta di questo modello non è ancora interamente compiuta.

Ad ogni modo, il mondo del dolore, che mi vede molto coinvolto, è stato per me il primo esempio di un sistema complesso.

Al termine del mio corso di counseling, nel realizzare la mia tesi, che ha avuto proprio come tema il dolore, ho scoperto alcuni autori, il cui pensiero è condiviso dallo stesso Capra, che sono Francisco Varela e Humberto Maturana. Essi hanno sviluppato una propria teoria, quella dell’autopoiesi, in cui un organismo vivente, la cui vita è organizzata secondo delle regole interne ben precise, tuttavia interagisce continuamente con il suo ambiente e, quest’ultimo produce continuamente delle perturbazioni nell’organismo. Queste perturbazioni provocano una serie di reazioni nell’organismo stesso e solo se esso si adatta a questi cambiamenti è in grado di sopravvivere, altrimenti va incontro alla morte. Questa teoria, ben si sposa nell’approccio al dolore, in quanto il dolore cronico, può essere visto proprio come una mancanza di adattamento dell’organismo a qualcosa che gli è accaduto.

La lettura e lo studio dei libri di Capra hanno stimolato molto la curiosità e mi hanno avvicinato a tematiche come l’etica in economia, l’ambiente e le sue problematiche, la spiritualità.

Oltre a stimolarmi, questo mi ha anche un po’ confuso, in quanto sentivo di essere attratto da questi argomenti, che però non avevano una grande attinenza (almeno in apparenza) rispetto alle competenze che andavo sviluppando, in campo medico/sanitario.

Intanto è arrivata la pandemia e questo ha rivoluzionato le nostre vite, permettendo però di comprendere più in profondità questa connessione.

Secondo molti studiosi, la salute dell’essere umano, non è collegata solamente ai comportamenti della specie umana, bensì anche a quella di tutte le altre specie animali e quindi il concetto si può estendere alla salute di tutto il Pianeta.

Il virus Sars-cov-2, molto probabilmente, è entrato in contatto con l’uomo attraverso un salto di specie. Secondo il WWF1 ,questo evento ha a che fare con le abitudini umane, come il consumo di animali tipico di alcuni mercati del sud-est asiatico, ma ha a che fare anche, con la deforestazione e con la riduzione dell’habitat di molti animali, che sono quindi costretti a cercare nuovi territori, “invadendo” lo spazio che fino a poco prima, era abitato solo dall’uomo, aumentando la possibilità di scambiare virus che normalmente vivono solo in simbiosi con altri animali.

Da questa visione sistemica, si comprende che le relazioni sono veramente tante tra tutti gli esseri che popolano il pianeta e occorre pensare e agire diversamente, se si vuole veramente che la vita proceda per il meglio, per tutti.

La scienza della complessità che integra quindi le dimensioni biologiche, sociali, cognitive ed ecologiche della vita, ci dice come gli attuali problemi legati del pianeta legati all’energia, al cambiamento climatico, alle disuguaglianze sociali, alla diffusione di malattie siano in realtà strettamente correlati e interdipendenti e, nell’affrontarne uno, gli altri non possono essere dimenticati.

Questa visione, che ben si comprende a livello macroscopico, come può adattarsi più in piccolo, nelle scelte quotidiane, lavorative e non?

Le risposte che si potrebbero dare sono molte. Ciò che ho capito per me, è che la prima cosa necessaria sia quella di darsi il tempo e la possibilità di poter iniziare ad introdurre un pensiero diverso, in merito a quello che si fa nella quotidianità.

Mi rendo conto che quando si è immersi nei propri impegni giornalieri, che richiedono molta attenzione ed energia e che sono sempre urgenti, non si ha mai la facoltà di ragionare sul significato di quanto si sta facendo e sulle modalità. Ciascun lavoro, ciascuna attività ha una sua utilità per la società e oserei dire per il mondo: spesso però ci si ritrova ad andare avanti per inerzia, perdendo un po’ di vista il motivo e anche le conseguenze delle nostre azioni.

Per me, creare lo spazio, per riuscire a fermarmi un po’ nell’arco della settimana lavorativa, mi ha dato la possibilità di riuscire a comprendere meglio il senso di quanto faccio, in una percezione personale e anche in una percezione sistemica.

E poi l’interessarmi, attraverso la lettura, attraverso lo studio di questa complessità, partendo naturalmente dalla medicina, per me l’ambito più vicino, in modo da poter dare il mio contributo, secondo le mie capacità.

Ciascuno di noi, ha una sua professionalità e aggiungo delle proprie qualità umane, che lo portano ad avere una tendenza verso alcuni ambiti della vita. Allo stato attuale, è impossibile avere una conoscenza approfondita di tutti gli argomenti, data l’enorme quantità di informazioni a disposizione per ogni settore.

Tuttavia io credo sia giusto e possibile sviluppare una visione sistemica e, in seguito, seguendo le proprie inclinazioni, le possibilità che la vita offre a ciascuno, contribuire al miglioramento di questo mondo, tenendo vivo dentro di noi, questo concetto della connessione che sussiste tra tutto.

Poiché “il battito di una farfalla, può provocare un uragano dall’altra parte del mondo”.

1 Perché nascono malattie come il CoViD-19 | WWF Italiawww.wwf.it