In questa sezione ho voluto raggruppare quelle che sono le domande (con le risposte) che frequentemente mi vengono poste rispetto all’essere persone altamente sensibili.
Qui puoi trovare domande che servono per comprendere meglio qualche caratteristica dell’alta sensibilità, e anche domande che aiutano a capire in generale cosa è e cosa non è l’alta sensibilità.
1. Che cos’è l’alta sensibilità?
L’alta sensibilità è considerato un tratto del carattere, ovvero uno dei modi con cui ogni persona si relaziona verso di sé, verso gli altri e più in generale verso l’ambiente esterno (pe verso il lavoro).
Il termine alta sensibilità si riferisce più esattamente al modo in cui un sistema nervoso reagisce agli stimoli che in termine tecnico si definisce Sensory Processing Sensitivity (SPS), ovvero sensibilità al trattamento sensoriale.
Il sistema nervoso di queste persone, a causa di un’innata diversità neurologica, elabora le informazioni in maniera molto più profonda rispetto al modo in cui lo fa la maggior parte della popolazione, portando con sé tutta una serie di caratteristiche e comportamenti, tipici di questo modo di elaborazione, tra cui l’avere un pensiero che rimugina molto sui propri pensieri e una grande quantità di stimoli percepiti che faticano ad essere gestiti, proprio a causa della loro mole.
2. Quali sono le principali caratteristiche delle persone altamente sensibili?
Le persone altamente sensibili (HSP o PAS) presentano in generale quattro caratteristiche principali, che possono essere presenti in ciascuno in maniera differente, cioè pur ogni HSP possiede queste caratteristiche, ma la quantità in cui esse sono presenti determinano poi il comportamento.
Esse si riassumono con un acronimo che è DOES.
D – depth, che intende la profondità di elaborazione delle informazioni
O – overarousal, cioè la facilità a sentirsi sopraffatti dagli stimoli e ad essere iper-attivati in seguito a degli eventi
E – empathy e emotion, ovvero la grande empatia che possono avere le HSP e anche la grande emotività che possono avvertire dentro di sé davanti a certe situazioni
S – subtleties, che sta per la capacità di percepire le sottigliezze, che la maggior parte delle persone non riesce a cogliere, come un cambiamento di disposizione in una stanza, ma anche su una persona
Queste caratteristiche si possono combinare in maniera differente, con intensità differenti, determinando così un’unicità in ciascuna persona: non è possibile classificare una persona solo partendo dal proprio tratto di alta sensibilità, come ogni persona è unica.
3. Alta sensibilità è una diagnosi?
No, l’alta sensibilità non è una diagnosi perché non è una malattia e le diagnosi si fanno per diagnosticare le patologie.
L’alta sensibilità è piuttosto una delle tante modalità di elaborazione delle informazioni del sistema nervoso, chiamata in modo tecnico neuro-diversità, dove la neuro-tipicità è la modalità di attivazione del sistema nervoso più frequente in natura, mentre le altre, statisticamente meno frequenti, sono appunto delle diversità, senza per questo essere patologie.
L’alta sensibilità a volte è considerata anche un problema, perché una delle sue caratteristiche è quella di vivere le emozioni in molto intenso e dunque, persone sensibili, a causa della loro reattività emotiva vengono considerate un po’ strane.
Sicuramente vivere la propria alta sensibilità comporta delle sfide nella propria quotidianità e, sapere di essere altamente sensibili, permette di conoscere anche delle strategie per far fronte al meglio a queste difficoltà.
4. Come faccio a capire se sono altamente sensibile?
Le principali caratteristiche dell’alta sensibilità sono quattro e sono elencate alla domanda 2. Ciascuna persona presenta le caratteristiche in modo differente e da una all’altra ci possono essere profonde diversità.
Esiste un questionario per l’alta sensibilità, che è diviso per adulti e bambini. Quello per gli adulti è formato da 26 domande, dove ciascuna di esse va ad indagare sotto punti di vista differenti i vari comportamenti dell’alta sensibilità.
Qui puoi trovare il link ad una versione abbreviata del questionario, per iniziare a farti un’idea.
5. Cosa significa essere sovra-stimolati?
La sovra-stimolazione è una delle sfide che le persone altamente sensibili spesso si trovano a vivere. Poiché le informazioni sono processate in profondità e permangono a lungo nel sistema nervoso, spesso queste stesse informazioni si “accumulano” e portano il proprio sistema nervoso ad essere saturo. Questa è la sovra-stimolazione!
Ciascuna persona vive la sovra-stimolazione in maniera differente, le manifestazioni principali possono essere: mal di testa, testa confusa, desiderio di isolamento, irritabilità, stanchezza, difficoltà di concentrazione
Quando ci si sente in questo modo è necessario intervenire per abbassare il livello di stimolazione, con diverse tecniche o semplicemente ritagliandosi uno spazio per se stessi.
La sovrastimolazione può derivare da fonti esterne come lo stare in un ambiente molto rumoroso, per esempio un centro commerciale, ma anche da fonti interne, come per esempio un’emozione molto intensa o tante emozioni insieme.
6. Le HSP soffrono di ansia e stress?
No, l’ansia e lo stress non sono una caratteristica dell’alta sensibilità, nel senso che esse sono una risposta generale davanti a certi eventi e non dipendono strettamente dalla sensibilità.
Tuttavia è vero che, ansia e il sentirsi sotto stress, nelle persone altamente sensibili può essere più frequente, specialmente in coloro che hanno avuto un’infanzia sfavorevole sotto il profilo emotivo.
Nello stesso tempo va ricordato, che se da un lato ansia e stress possono essere più presenti, le HSP in ambienti sicuri e favorevoli hanno capacità di recupero molto rapide e quindi possono arrivare ad un benessere in breve tempo.
7. Essere sensibili significa essere più fragili?
Nella nostra cultura, specialmente fino a qualche anno fa, senza andare indietro troppo, le persone con reazioni emotive come il pianto, che lo mostrano in pubblico sono viste come persone un po’ instabili, poco affidabili.
E così le HSP che hanno, in generale, un’emotività più accesa, facilmente si trovano a piangere o comunque ad essere investite da onde emotive anche molto intense, che a volte sono anche poco governabili.
Il giudizio verso di esse è facile e frequente.
Anche se emotività fa rima con fragilità, le persone sensibili hanno forti capacità di resilienza e sanno adattarsi molto facilmente.
Un aspetto che è da mettere al centro è l’ambiente in cui vivono: più l’ambiente è adatto a loro, più esse acquisiscono sicurezza e possono esprimere le loro caratteristiche positive, come la forte empatia.
8. Le persone sensibili sono più empatiche?
Sì, in generale le HSP hanno molta empatia verso le altre persone.
Ci sono alcuni studi che hanno dimostrato come l’attività cerebrale aumenti significativamente nelle aree legate all’emotività, quando esse osservano visi di persone sofferenti o al contrario gioiose.
Questa grande empatia permette alle HSP di mettersi più facilmente nei panni degli altri, quindi di arrivare ad una comprensione dell’altro più profonda e autentica, contribuendo così ad essere ottimi ascoltatori.
9. L’alta sensibilità ha dei vantaggi?
Certamente, essere altamente sensibili porta con sé anche dei vantaggi, non soltanto delle sfide.
Il primo grande vantaggio è sicuramente la grande empatia.
Un altro vantaggio del processare a fondo le informazioni è che le HSP sono molto riflessive e sono quindi più facilmente sensibili alle questioni esistenziali e, in generale, attente a questioni legate all’ambiente e all’ecologia.
Nei luoghi di lavoro, quando l’ambiente è favorevole le persone sensibili possono essere dei leader e guidare in maniera efficace il proprio team, inoltre dispongono di un grande intuito, che è molto utile in diverse occasioni.
La loro attenzione ai dettagli, spesso li porta ad essere abili osservatori e a notare aspetti che la maggior parte delle persone non riesce a vedere. Tutte queste caratteristiche assumono un vantaggio differente anche a seconda del contesto in cui vive la persona sensibile.
Se ti sei riconosciuto in alcune delle domande o hai sentito risuonare qualcosa dentro di te, forse è il momento di approfondire. L’alta sensibilità può essere una risorsa preziosa, soprattutto se compresa e accolta.